In sintesi
Il laser CO2 frazionato vaginale è un trattamento di medicina intima, senza bisturi, che con microscopici impulsi di calore stimola la mucosa vaginale a produrre nuovo collagene e a migliorare idratazione ed elasticità. È indicato soprattutto per secchezza, bruciore e fastidio nei rapporti legati alla menopausa. Non restringe il canale vaginale e non sostituisce la chirurgia: gli studi controllati danno risultati contrastanti e la linea guida americana del 2025 non lo raccomanda come trattamento di routine: lo diciamo apertamente.
Cos'è e come funziona il laser CO2 frazionato vaginale
Il laser CO2 emette luce che viene assorbita dall'acqua dei tessuti e la trasforma in calore. Nella modalità frazionata, il fascio non colpisce tutta la superficie ma una griglia di punti microscopici, lasciando intatta la mucosa tra un punto e l'altro: i tessuti guariscono più in fretta e la reazione di riparazione stimola nuovo collagene, elastina e nuovi piccoli vasi.
In ambito intimo si utilizza una sonda vaginale dedicata, che distribuisce gli impulsi sulle pareti del canale, e un manipolo per la vulva quando serve. Nel mio studio utilizzo un laser CO2 frazionato progettato per questo uso.
Per chi è indicato
Sindrome genitourinaria della menopausa (GSM)
L'indicazione principale è la sindrome genitourinaria della menopausa: il calo degli estrogeni rende la mucosa vaginale più sottile, secca e fragile. I disturbi più comuni sono:
- secchezza, bruciore e prurito vaginale;
- dolore o fastidio durante i rapporti;
- piccoli sanguinamenti dopo i rapporti per la fragilità della mucosa;
- alcuni disturbi urinari lievi legati all'atrofia.
Dopo un tumore al seno o quando gli ormoni non sono indicati
Può essere preso in considerazione anche quando le terapie ormonali locali non sono gradite o non sono indicate, per esempio in alcune donne che hanno avuto un tumore al seno: in questi casi la scelta va condivisa con l'oncologo.
Le terapie di prima scelta
Per la sindrome genitourinaria della menopausa le società scientifiche indicano come primo passo lubrificanti e idratanti vaginali e, quando possibile, gli estrogeni per via vaginale a basse dosi, che hanno alle spalle le evidenze più solide. Il laser è un'opzione in più, da valutare quando queste terapie non bastano, non sono tollerate o non si possono usare; un'altra opzione non ormonale è la biorivitalizzazione vaginale con acido ialuronico.
Come si svolge il trattamento
Prima della seduta
Nella visita escludo infezioni in corso e sanguinamenti non chiariti, e verifico che il Pap test o il test per il papillomavirus (HPV) siano aggiornati. In gravidanza il trattamento non si esegue.
La seduta
Si esegue in ambulatorio e dura pochi minuti. Di solito non serve anestesia; nelle pazienti più sensibili, per esempio con fibromialgia, applico prima una crema anestetica in occlusione, cioè coperta da una pellicola perché agisca meglio. La sonda viene inserita in vagina e ritirata gradualmente mentre il laser eroga gli impulsi; la sensazione è di calore o di lieve pizzicore.
Il ciclo di trattamento
Negli studi si eseguono in genere tre sedute a distanza di 4–8 settimane. L'effetto non è permanente: per mantenerlo si programmano in genere sedute di richiamo annuali.
Dopo la seduta
- Lavoro e vita quotidiana: da subito, senza pause.
- Rapporti sessuali: dopo 3–7 giorni.
- Effetti comuni: per qualche giorno lieve bruciore, gonfiore o perdite chiare o rosate.
Efficacia e controversie: cosa dicono gli studi, con onestà
Il laser CO2 vaginale è stato molto studiato negli ultimi dieci anni, con risultati non concordi:
- Nei primi studi senza gruppo di controllo, come quello pilota di Salvatore su 50 donne (2014), la maggior parte delle pazienti riferiva un netto miglioramento di secchezza, bruciore e dolore nei rapporti.
- Nello studio VeLVET (Paraiso, 2020), su 62 donne che hanno completato lo studio, laser ed estrogeni vaginali hanno dato miglioramenti simili a 6 mesi, con il 70–80% di pazienti soddisfatte in entrambi i gruppi. Lo studio però si è chiuso prima del previsto, con meno pazienti di quelle necessarie per un confronto definitivo.
- Nello studio più rigoroso finora pubblicato (Li, pubblicato nel 2021 sulla rivista medica americana JAMA), 85 donne sono state assegnate a caso al laser vero o a un trattamento finto, senza sapere quale ricevevano: a 12 mesi non c'era differenza significativa nei sintomi tra i due gruppi.
Nel 2025 la prima linea guida americana sulla sindrome genitourinaria della menopausa, delle società americane di urologia, urodinamica e uroginecologia (AUA/SUFU/AUGS), ha concluso che le evidenze non supportano il laser CO2, il laser Er:YAG e la radiofrequenza per secchezza, fastidio, bruciore e qualità di vita legati alla menopausa. La stessa linea guida, come parere di esperti, ammette di considerare il laser CO2 nelle pazienti che non possono usare le terapie approvate, per esempio gli estrogeni vaginali, o che preferiscono un'alternativa.
Già nel 2018 la FDA, l'agenzia americana che autorizza farmaci e dispositivi medici, ha avvertito che nessun dispositivo a energia è autorizzato per il "ringiovanimento vaginale", segnalando casi di ustioni, cicatrici e dolore. In sintesi: molte pazienti riferiscono un beneficio, ma gli studi controllati non hanno dimostrato in modo univoco che il laser sia superiore al placebo. Per questo lo propongo come un'opzione da valutare insieme, senza promesse.
Prima comprendere: la visita
Nella prima visita, che dura da mezz'ora a un'ora, ti chiedo quali disturbi hai, da quando e quali terapie hai già provato. Se il problema è una lassità dopo i parti, un prolasso o un'incontinenza, te lo dico e ti indirizzo al percorso più adatto: il laser non è la risposta a tutto.
Rischi ed effetti indesiderati
- Bruciore, gonfiore e perdite per alcuni giorni, frequenti e transitori.
- Piccoli sanguinamenti o spotting.
- Infezioni vaginali o urinarie dopo il trattamento, non frequenti.
- Più raramente ustioni, cicatrici, dolore nei rapporti o dolore persistente: sono gli eventi segnalati dalla FDA.
- Mancato beneficio: una parte delle pazienti non nota miglioramenti.
Domande frequenti
Cos'è il laser CO2 vaginale?
È un trattamento di medicina intima, senza bisturi, che con impulsi di calore microscopici stimola la mucosa vaginale a produrre nuovo collagene e a migliorare idratazione ed elasticità. Si usa soprattutto per la secchezza vaginale della menopausa.
Il laser vaginale fa male?
In genere no: si avverte calore o un lieve pizzicore. Di solito si esegue senza anestesia; nelle pazienti più sensibili, per esempio con fibromialgia, applico prima una crema anestetica in occlusione. La seduta dura pochi minuti.
Quante sedute servono?
Negli studi si eseguono in genere tre sedute a distanza di 4–8 settimane, con richiami di solito annuali per mantenere l'effetto.
Quali controlli servono prima del trattamento?
Una visita, in cui escludo infezioni in corso e sanguinamenti non chiariti, e un Pap test o HPV test aggiornato. In gravidanza il trattamento non si esegue.
Dopo quanto si possono avere rapporti?
Dopo 3–7 giorni. Non serve interrompere il lavoro né le attività quotidiane.
Il laser restringe la vagina?
Non in modo significativo. Agisce sulla mucosa, non sui muscoli: per una lassità strutturale dopo i parti l'indicazione è la vaginoplastica chirurgica.
Il laser vaginale funziona davvero?
Molte pazienti riferiscono un miglioramento, ma gli studi controllati sono contrastanti: in uno studio con trattamento finto (JAMA 2021) non c'era differenza significativa a 12 mesi. Lo propongo come opzione da valutare insieme, senza promesse. La linea guida americana del 2025 (AUA/SUFU/AUGS) ritiene che le evidenze non lo supportino, pur ammettendolo per chi non può o non vuole usare le terapie approvate.
È sicuro?
Gli effetti più comuni sono bruciore e perdite transitori. La FDA ha segnalato nel 2018 casi più rari di ustioni, cicatrici e dolore, e ha avvertito che nessun dispositivo è autorizzato per il "ringiovanimento vaginale".
Si può fare dopo un tumore al seno?
Può essere un'opzione per chi non può usare estrogeni vaginali, ma le evidenze sono limitate e la scelta va condivisa con l'oncologo.
Bibliografia scientifica
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Li FG, et al. – Effect of fractional carbon dioxide laser vs sham treatment on symptom severity in women with postmenopausal vaginal symptoms: a randomized clinical trial
Fonte: JAMA, 2021;326(14):1381-1389 – JAMA Network
Di cosa parla: 85 donne in postmenopausa assegnate a caso a tre sedute di laser CO2 frazionato o a un trattamento finto: a 12 mesi nessuna differenza significativa nei sintomi.
Perché è importante: è lo studio più rigoroso sul laser vaginale ed è il motivo per cui in questa pagina non promettiamo risultati.
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Paraiso MFR, et al. – A randomized clinical trial comparing vaginal laser therapy to vaginal estrogen therapy in women with genitourinary syndrome of menopause: the VeLVET trial
Fonte: Menopause, 2020;27(1):50-56 – PubMed
Di cosa parla: confronto tra laser CO2 frazionato ed estrogeni vaginali: miglioramenti simili a 6 mesi, con il 70–80% di pazienti soddisfatte in entrambi i gruppi; studio chiuso prima di raggiungere il numero di pazienti previsto.
Perché è importante: è uno dei pochi confronti diretti con la terapia di riferimento.
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Salvatore S, et al. – A 12-week treatment with fractional CO2 laser for vulvovaginal atrophy: a pilot study
Fonte: Climacteric, 2014;17(4):363-369 – PubMed
Di cosa parla: studio pilota italiano su 50 donne con atrofia vulvovaginale trattate con tre sedute di laser CO2 frazionato, con miglioramento dei sintomi riferito dalla maggior parte delle pazienti.
Perché è importante: è uno dei lavori da cui è partito l'uso del laser in ginecologia; non ha un gruppo di controllo.
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The North American Menopause Society – The 2020 genitourinary syndrome of menopause position statement
Fonte: Menopause, 2020;27(9):976-992 – Menopause
Di cosa parla: la posizione della società americana della menopausa su diagnosi e terapia della sindrome genitourinaria, dalle terapie non ormonali agli estrogeni vaginali e alle tecnologie a energia.
Perché è importante: spiega quali sono le terapie di prima scelta e dove si colloca il laser.
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Kaufman MR, Ackerman LA, Amin KA et al. – The AUA/SUFU/AUGS Guideline on Genitourinary Syndrome of Menopause
Fonte: The Journal of Urology, 2025 – doi.org/10.1097/JU.0000000000004589
Di cosa parla: È la prima linea guida completa sulla sindrome genitourinaria della menopausa, delle società americane di urologia (AUA), urodinamica (SUFU) e uroginecologia (AUGS).
Perché è importante: Conclude che le evidenze non supportano laser CO2, laser Er:YAG e radiofrequenza per i sintomi della sindrome genitourinaria della menopausa; come parere di esperti, ammette di considerare il laser CO2 nelle pazienti che non possono o non vogliono usare le terapie approvate.
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U.S. Food and Drug Administration – FDA warns against use of energy-based devices to perform vaginal "rejuvenation" or vaginal cosmetic procedures
Fonte: FDA Safety Communication, luglio 2018 – FDA
Di cosa parla: l'agenzia americana avverte che sicurezza ed efficacia dei dispositivi laser e a radiofrequenza per il "ringiovanimento vaginale" non sono state stabilite e segnala ustioni, cicatrici e dolore.
Perché è importante: è l'avvertenza ufficiale più citata su questi trattamenti.
Per un approfondimento su questi trattamenti su giuliomaggi.com:
Contenuto medico rivisto dal Dott. Giulio Maria Maggi, Chirurgo Plastico — ultima revisione: